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Mare di rifiutiAcquietar con concentrazione, Chris che Pallister rallenta da 15 nodi a 8, che sforza per scrutare tramite un parabrezza confuso con spruzzo, che stringe la sua presa sulla rotella e, come i magnati di negoziazione dello sciatore, persuaso con le lusinghe la sua barca casa-costruita, l'opera - chiamata a proposito per un pinguino del fumetto - con il caos delle onde. Il nostro progresso si trasforma in in una serie di sbattimenti punteggiati dalle depressioni di calma ansiosa. In questo assomiglia al resto di vita del Pallister. Un avvocato con un taglio di capelli monkish, i vetri che sembrano difficili da rompersi, un'allergia degli occhi che rende lui squint e una pratica di legge riservata a Anchorage, Pallister di 55 anni passa la maggior parte del suo tempo che dirige un gruppo senza scopo di lucro denominato il golfo del custode dell'Alaska, o GoAK (Andare-ay-kay pronunciata). Secondo la relativa dichiarazione di missione, lo scopo alto del GoAK è “protegge, conserva, aumenta e ristabilisce l'integrità, la qualità della regione selvaggia ed il rendimento ecologici del principe William Sound ed il litorale del nord del golfo dell'Alaska.„ In pratica, il gruppo ha, da Pallister ed alcuni compagni simili lo hanno fondato in 2005, fatto poco altrimenti oltre a rifiuti puliti dalle spiagge. Tutti lungo il litorale esterno dell'Alaska, Chris Pallister lo diranno, ci sono puntelli sparsi con residui marini, poichè le rottami galleggianti e il jetsam artificiali sono conosciuti ufficialmente. La maggior parte di quei residui è di plastica e molto di esso attraversa il golfo dell'Alaska o persino dell'Oceano Pacifico per arrivare là. La marea di plastica non sta aumentando soltanto sui puntelli d'Alasca. In 2004 due oceanografi dall'indagine antartica britannica ha terminato uno studio su dispersione di plastica nell'Atlantico che ha misurato entrambi gli emisferi. “Le isole oceaniche a distanza,„ lo studio hanno mostrato, “possono avere simili livelli di residui a quelli adiacente ai litorali molto industrializzati.„ Anche sui puntelli dell'isola di Spitsbergen nell'Artide, l'indagine ha trovato in media un articolo di plastica ogni cinque tester. Indietro negli anni 80, lo spettro delle spiagge sporcate era un incubo collettivo di ricorso. Il puntello della Jersey era inondato in siringhe utilizzate. La chiatta dell'immondizia di New York ha vagato i mari. Sul metodo all'aeroporto del Kennedy, il protagonista “del paradiso,„ un romanzo ritardato di Donald Barthelme, osservato fuori la sua finestra dell'aeroplano ed hanno veduto “cento miglia di immondizia nell'acqua, dallo stropiccio di galleggiamento bianco dell'aria.„ Tendiamo a stancarci di nuove variazioni sull'apocalisse, tuttavia come ci stanchiamo delle celebrità e schiocchiamo le canzoni. Finalmente tutte quelle siringhe, più non trasportando una scossa di colpevolezza o del terrore, hanno retroceduto dalla coscienza nazionale. Da chi potrebbe preoccuparsi per gli uccelli marini garotted sei-imballano gli anelli quando i puntelli dell'Alaska erano inondati in grezzo del Exxon? Chi potrebbe preoccuparsi per le tartarughe aggrovigliate nelle reti da pesca abbandonate quando gli calotte di ghiaccio stavano fondendo ed i terroristi stavano venendo? Allora, anche, per un istante è sembrato come se potremmo riuscire a porre questo incubo ecologico particolare al resto. Nell'a metà degli anni '80, l'instituto di risanamento di New York ha cominciato a schierare i vasi denominati TrashCats al hoover sullo stropiccio dai canali navigabili intorno al materiale di riporto fresco di uccisioni. Altrove le macchine spiaggia-ampe hanno fatto lo stessi per la sabbia. In 1987 il governo degli Stati Uniti ha ratificato l'annesso V, un trattato internazionale di CIPIN che lo ha reso illegale per gettare i rifiuti nonbiodegradable - cioè, plastica - fuori bordo dalle navi nelle acque dei paesi firmatori. Le buone notizie per l'oceano hanno continu aare venire: in 1988, il congresso ha passato l'oceano che fa uscire la Legge di riforma, che ha vietato le città di decantare le loro acque luride non trattate nel mare. In 1989 la tutela dell'oceano ha organizzato la relativa prima pulizia litoranea internazionale annuale (ICC), che da allora ha coltivato nel più grande tale evento nel mondo. Ma l'abbellimento può ingannare. Anche se molto l'americano che spiagge - particolarmente quelle che generano i redditi di turismo - sono molto più pulite attualmente che ha usato per essere, gli oceani, sembra, è un'altra materia. Non neppure gli oceanografi possono dirci esattamente quanto lo stropiccio di galleggiamento è fuori là; la ricerca oceanografica è semplicemente troppo costosa e l'oceano ugualmente diverso ed ampio. In 2002, lo scomparto della natura ha segnalato che durante gli anni 90, residui nelle acque vicino alla Gran-Bretagna raddoppiata; nell'oceano del sud che circonda l'Antartide l'aumento era un hundredfold. E secondo dove provano, gli oceanografi hanno trovato che quello fra 60 e 95 per cento di odierni residui marini è fatto di plastica. La plastica entra nell'oceano quando la gente la getta dalle navi o la lascia nel percorso di una marea ricevuta, ma anche quando i fiumi la trasportano là, o quando i sistemi di acque luride e gli scoli della tempesta traboccano. Malgrado l'oceano che fa uscire la Legge di riforma, gli Stati Uniti ancora liberano più di 850 miliardo galloni dello scolo non trattato della tempesta e delle acque luride ogni anno, secondo un rapporto di 2004 EPA. Pettinare lungomare di Manhattan e troverete, con le andane usuali delle tazze, delle bottiglie e dei sacchetti di plastica, che cosa il EPA chiama “floatables,„ quei “solidi capaci di galleggiare o semibuoyant visibili„ quella gente a livello nel flusso residuo come i tamponi di cotone, i preservativi, gli applicatori del tampone ed il filo per i denti.
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